MENS(A) SANA

MENS(A) SANA IN CORPORE SANO”

Progetto divulgativo sui corretti stili alimentari

condotto nelle scuole materne ed elementari promosso dal Comune di Napoli in collaborazione con la Asl Napoli 1 Centro - dipartimento SIAN

La scuola è in grado di offrire un contributo significativo alla salute e al benessere degli studenti. Il presupposto di fondo è che l’apprendimento di stili di vita e comportamenti salutari in giovane età si dimostra più solido e duraturo, così come il rapporto tra stili di vita salutari in età giovanile e la salute e il benessere in età adulta.

Quindi la promozione della salute e del benessere deve essere uno degli obiettivi principali delle politiche scolastiche.

Nell’ambito della scuola la refezione costituisce un momento privilegiato e funzionale di educazione non solo a uno stile alimentare sano ma anche di stimolo all’apertura verso nuovi gusti, sapori ed esperienze culinarie. In tale direzione, infatti, vanno le diete speciali, che vedono la refezione come anello di congiunzione tra le diversità in classe.

In tale ottica si è deciso di realizzare un progetto sull’educazione alimentare da condurre nelle mense degli istituti scolastici napoletani. Finalità del progetto è quella di educare ai corretti stili alimentari tutto il nucleo familiare degli studenti, in modo da estendere le regole alimentari mediterranee adottate dalla scuola, luogo in cui già si è attuato un rinnovamento in tal senso, anche alla società.

Se quindi gli alunni già godono dei benefici dei nuovi stili alimentari grazie ad un ripensamento della refezione scolastica operato dal Comune di Napoli, è necessario estendere tale educazione anche all’ambito domestico in modo da correggere le abitudini scorrette e incidere maggiormente sul quadro alimentare, quindi, sulla salute e sul benessere.

A tal fine si è progettato un percorso in cui i genitori, stakeholder del percorso,  saranno coinvolti in diversi incontri per valutare quali possano essere gli ostacoli al raggiungimento dell'obiettivo preposto: una sana alimentazione dei propri figli.

 

FINALITA’ ED OBIETTIVI

Diffusione di una corretta educazione alimentare e sani stili di vita attraverso una sana alimentazione degli alunni delle scuole, sia durante la refezione che nei pasti a cura della famiglia.

 

MODALITA’

Si è deciso di sperimentare un percorso partecipativo perchè gli stakeholder del percorso sono i genitori e le maestre. Renderli attivi nella scelta del percorso da compiere è la vera innovazione nel progetto in essere.

 

REALIZZAZIONE

partendo dal raggiungimento dell'obiettivo, si è iniziato a verificare quali fossero gli ostacoli per il suo raggiungimento. E' stata individuata una scuola pilota, il Quinto Circolo Didattico E. Montale di Scampia, in funzione delle seguenti caratteristiche:

  • platea a forte rischio di obesità infantile.
  • scuola primaria che usufruisce del servizio refezione con modalità "scodellamento".

Sono state coinvolte 6 sezioni della scuola dell'infanzia per un totale di circa 120 bambini.

 

FASE 1: l’avvio

Attraverso un questionario compilato dalle maestre si sono evidenziate le abitudini alimentari in classe, senza influenzare le abitudini dei bambini, tracciando quindi le modalità con cui usufruiscono del servizio mensa, le abitudini riguardo alla merenda e del tipo di cibo più apprezzato o maggiormente scartato.

Il dato emerso con maggior forza è la presenza della merendina portata da casa, molto spesso ipercalorica.

 

FASE 2: L’ALBERO DEI PROBLEMI

Un primo gruppo di mamme (i padri anche se invitati non hanno partecipato agli incontri), un campione delle classi coinvolte, insieme alle maestre ci ha permesso di tracciare un albero dei problemi al raggiungimento degli obiettivi.

dati emersi:

  • la refezione è un punto di riferimento per per le famiglie, soprattutto da un punto di vista nutrizionale.
  • Molte famiglie sfruttano gli alimenti della refezione per far almeno provare ai propri figli cibi che altrimenti a casa non mangiano.
  • scarsa conoscenza di quelle che possono essere piccole regole alimentari per completare a cena una dieta sana e corretta, partendo da quello che il bambino ha mangiato a scuola.
  • difficoltà nel gestire la merenda a scuola perchè anche quando provvedono con alimenti sani, se la scelta non è collettiva si creano disuguaglianze tra gli alunni e quindi lo sforzo diventa vano. Tale problema conferma il dato emerso nel monitoraggio della fase 1.
  • alcune mamme hanno chiesto più informazioni sulla tracciabilità dei cibi.

in conclusione si è deciso di costruire un nuovo incontro per affrontare i problemi emersi.

 

FASE 3: l’albero delle soluzioni (merenda)

Si è incontrato un gruppo più folto di mamme. L'incontro ha visto le seguenti fasi:

  • le mamme presenti, insieme alle maestre, hanno ipotizzato soluzioni alla problematica della merenda in classe.
  • si è deciso un approccio comune individuando le possibili opzioni di merende da portare in classe. Si è deciso che la durata dell'esperimento dovesse essere di una settimana. Alcune mamme si sono offerte di farsi portatrici della proposta verso le famiglie assenti.

 

FASE 4: l’albero delle soluzioni (cena)

In una prima fase si sono analizzati i risulati dello step precedente.

La settimana di monitoraggio ha visto la partecipazione attiva di circa l'81% delle famiglie così da influenzare anche la parte meno attiva di famiglie che hanno iniziato a seguire le indicazioni proposte nel gruppo.

Sezione

Numero totale sez.

Adesione alla merenda

A

21

19

B

16

15

C

20

16

D

16

16

E

20

18

F

20

16

TOT

123

100

 

L'intervento ha visto quindi la partecipazione della maggioranza e la ritrosia di una piccola parte di famiglie per le difficoltà di poter garantire le scelte proposte da portare in aula. Difficoltà comunque superate perchè, essendo una esigua minoranza, i bambini risultavano gli unici a non mangiare come gli altri (in questo caso sano).

Maestre e mamme hanno supposto che questo approccio potesse diventare una soluzione stabile e condivisa per la scuola, tanto da ipotizzare di istituzionalizzarla anche nelle classi non coinvolte. Si è passati quindi a discutere delle ipotesi per la cena.

Partendo dal menù del pranzo offerto dalla refezione, le mamme, divise in gruppi, hanno ipotizzato 15 giorni di pasti a completamento di una dieta giornaliera equilibrata. La proposta verrà valutata dall'ASL per indicare anche quantità e calorie totali giornaliere così da offrire loro più informazioni e consapevolezza di quali siano le abitudini alimentari più sane per i propri figli.

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